la nostra storia

Cenni storici:
Scorgiano si trova nell’alta valdelsa, al confine dei territori di Colle, Casole e Monteriggioni (i due comuni in cui si divide) sulla strada maestra che da Colle attraverso la montagnola senese raggiunge Siena, da cui  dista circa 20km, è posta quindi su un antico asse viario.
I documenti citano il villaggio fin dal 1331,il borgo si sviluppa alla confluenza delle due strade una porta alla Montagnola Senese e l’altra costeggia l’antica villa e porta al monte Maggio, non è nota l’origine di Scorgiano, ma il nome è latino.
Con un clima ancora parzialmente temperato dalla vicinanza del mare e dalla moderata altitudine, è stata comprensibilmente abitata fin da età preistorica, e poi in età etrusca e romana; ne rimane traccia nei numerosi ritrovamenti testimoniati nei piccoli, ma interessanti musei della zona.
Nel Borgo di Scorgiano ebbero signoria i nobili di Staggia e di Strove. Più tardi il borgo, insieme a Monteacuto, e la vicina Pieve a Castello, ed altri possessi, fu eretto in feudo come contea del granduca Ferdinando II, l’11 Maggio 1667, fu concesso in giurisdizione sul territorio al cavaliere e priore fra Giovanni Bichi, capitano delle galee del papa. Alla richiesta era unita una carta dei territori del comprensorio, in cui si localizzano i confini del feudo, il palazzo e i principali poderi, che corrispondono per lo più a quelli tutt’ora esistenti, all’infeduazione si distingue una chiesetta, descritta come vicina alla strada come dedicata alla Madonna di Scorgiano, di cui si conservano una immagine miracolosa, probabilmente nello stesso luogo dove Antonio Bichi pochi anni dopo edifico un oratorio dedicato alla Vergine. Tutt’ora esistente e visibile. La cappella è completamente istoriata dalle storie della Vergine dei Fratelli Nasini. Dal 1660 al 1666 si registrano numerose acquisizioni immobiliari e fondiarie da parte del priore Giovannino Bichi nel Territorio di Scorgiano e sulla Montagnola (Podere Palazzo, case pigionali).  Nel 1692 come si evince da dati fiscali e catastali la contea di Scorgiano comprende 35 poderi, si tenga conto che a quell’epoca l’85% delle rendite nobiliari proveniva dal contado, a  Scorgiano è stato da sempre scarso l’interesse per attività produttive, non agrarie e da documenti si evince che fin dal ‘500 le colture dominanti sono state quelle cerealicole, a dai primi del ‘600 si attestano le prime coltivazioni della vite e dell’olivo, ideali per mantenere le strutture poderali in cui il territorio era organizzato da secoli. In antico si produceva anche lo Zafferano e si allevavano allo stato brado suini di razza Cinta Senese e Grigio della Montagnola Senese. Attività ripresa negli ultimi anni dopo una lunga interruzione.

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Dizionario Geografico, Fisico e Storico della Toscana (E. Repetti, 1843)
http://193.205.4.99/repetti/

Denominazione: Scorgiano, Scorciano
Popolo: SS. Flora e Lucilla di Val di Strove, a Scorgiano
Piviere: (S. Giovanni Battista a Castello) SS. Flora e Lucilla di Val di Strove, a Scorgiano
Comunità: (Monteriggioni) Casole
Giurisdizione: Casole
Diocesi: (Volterra) Colle
Compartimento: Siena
Stato: Granducato di Toscana
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SCORGIANO, o SCORCIANO in Val d’ Elsa. – Villaggio con chiesa plebana (SS. Flora e Lucilia) altre volte detta a Scorciano di Val di Strove, un dì rettoria sotto la Pieve a Castello. È situata presso il confine di tre Comunità, di Colle, cioè, di Casole e di Monte Riggioni, nell’ ultima delle quali innanzi il 1835 la detta chiesa era compresa, ora nella Comunità Giurisdizione e 6 miglia toscane a levante di Casole, Diocesi di Colle, già di Volterra, Compartimento di Siena.
Risiede alla base occidentale del Monte Maggio sulla ripa destra del fosso Tana, presso la strada maestra che da Siena per la Montagnuola guida a Colle.
Nel Villaggio di Scorgiano ebbero signoria i nobili di Staggia e Strove; ed è rammentato in un istrumento del 13 settembre 1331 esistente fra le carte degli Agostiniani di Siena, venute nell’Arch. Dipl. Fior.
Più tardi il Villaggio di Scorgiano insieme con Montagutolo del Bosco, la Pieve a Castello ed altre possessioni, fu eretto in feudo con titolo di contea dal Granduca Ferdinando II, dal quale, mediante diploma dell’ 11 maggio 1667, fu concesso al cavalier Giovanni del fu Firmano Bichi di Siena da passare dopo la sua morte al Card. Antonio Bichi di lui fratello, e dipoi ad uno dei figli, eredi e successori del Cav. Rutilio Bichi da nominarsi dai primi due infeudati, Cav. Giovanni e Card. Antonio, previa l’ approvazione sovrana, finché alla morte del conte Francesco di Firmano Bichi, accaduta lì 7 settembre del 1737, il feudo di Scorgiano ritornò alla corona granducale.
A Scorgiano però gli eredi Borghesi Bichi di Siena conservano una tenuta con il palazzo incominciato dal Card. Antonio Bichi, ed una cappella con buone pitture del Cav. Nasini, oltre una B. V. colorita dal Pacchiarono. Anche l’erezione di questa cappella fu fatta a spese, dello stesso Card. Antonio Bichi, il quale vi fu sepolto nel 1672.
La parrocchia plebana della chiesa di SS. Flora e Lucilia a Scorgiano nel 1833 noverava 403 abitanti, 136 de’ quali spettavano al territorio comunitativo di Monte Riggioni.

SCORGIANO in Val di Merse. – Si aggiunga, che nel 1845 la sua parrocchia aveva 191 Abitanti nella Comunità principale di Casole, una frazione di 143 individui nella Comunità di Monteriggioni ed altra frazione di 17 persone nella Comunità di Colle. – TOTALE Abitanti 351 .